Un soldato sulla Sella del Diavolo.

Jorge Rodrigo Orejon y Sotomayor sulla Sella del Diavolo, presso il pozzetto

Jorge Rodrigo Orejon y Sotomayor sulla Sella del Diavolo, presso il pozzetto

Jorge Rodrigo Orejon y Sotomayor è stanco, sporco, insanguinato.     Si è appena tolto parte dell’armatura, dissetato e un po’ ripulito al pozzetto (pohuet, in catalano) della Sella del Diavolo, sul promontorio che si protende nel mare di Caller (Cagliari).

E’ pomeriggio inoltrato d’un giorno di primavera dell’anno del Signore 1613 e Jorge Rodrigo è l’alcalde della Torre di Sant’Elia.  Ha una quarantina d’anni, comanda una decina di soldati, veterani come lui delle guerre degli Asburgo in mezza Europa, e ha appena respinto con spingarde e spade affilate uno sbarco da due galeotte di due equipaggi di corsari barbareschi provenienti dalle coste Nordafricane, sotto il dominio formale della Sublime Porta turca, ma di fatto semi-indipendenti. Continua a leggere

La Sella del Diavolo, forti, torri costiere su L’Espresso.

Sella del Diavolo, torre spagnola e postazione antiaerea

Sella del Diavolo, torre spagnola e postazione antiaerea

 

Enrico Arosio, per L’Espresso ora in edicola, ha scritto “Sardegna proibita. Torri di avvistamento spagnole. Fortini sabaudi e napoleonici. Siti Nato. Militari e inaccessibili. Ma qualcosa si sta muovendo”.

Sono molti, lungo le coste sarde, i siti di grande interesse naturalistico, paesaggistico, storico-culturali in aree demaniali militari o comunque testimoni dell’uso difensivo nel corso dei secoli.

L’Agenzia della Conservatoria delle coste della Sardegna è nata con l’obiettivo di preservare i gioielli naturalistici costieri, gestendo le aree già di titolarità regionale e acquisendone di ulteriori.  Ha potenzialità straordinarie, ma non può che risentire degli indirizzi (e dei fondi assegnati) di una Giunta regionale poco intelligente e lungimirante in questo campo, a voler esser buoni. Continua a leggere