La prossima Pasquetta sulla Sella del Diavolo!

Sella del Diavolo, la punta e la Torre del Poetto

Le associazioni ecologiste Amici della TerraGruppo d’Intervento Giuridico onlus organizzano per il lunedi 17 aprile 2017, la mattina di Pasquetta, una passeggiata lungo il sentiero storico-naturalistico della Sella del Diavolo, dedicato a tutte le persone desiderose di trascorrere la mattina di Pasquetta alla scoperta, o riscoperta, di uno degli angoli più suggestivi di Cagliari, tra gli odori della macchia e le numerose testimonianze della storia della città.  Continua a leggere

Il Maestrale accompagna l’escursione sulla Sella del Diavolo!

iris-planifolia-biancaUn partecipante decisamente impetuoso si è unito al gruppo di escursionisti che la mattina del 26 dicembre 2014 si è avventurato sul sentiero naturalistico ed archeologico della Sella del Diavolo : il Maestrale! Ma di sicuro non ha scoraggiato gli appassionati delle camminate all’aria aperta, per la prima delle passeggiate promosse dal Gruppo d’intervento Giuridico onlus per le feste di Natale e Capodanno in uno dei più splendidi gioielli ambientali e culturali del Mediterraneo.

Nonostante il forte Maestrale, infatti han potuto ammirare le bellezze naturalistiche e storico-archeologiche e, in particolare, la suggestiva fioritura dell’Iris planifolia, nelle sue tante varianti, dal blu intenso al viola, fino al bianco.escursionisti-26-dicembre-2014

Il ciclo di escursioni prosegue ancora con la Sella del Diavolo sabato 3 gennaio 2015 e con ilColle di S. Ignazio martedi 6 gennaio 2015. L’appuntamento è sempre alle ore 10.00 al Piazzale di Cala Mosca.

È necessaria la prenotazione, almeno due giorni prima della data prevista per l’escursione che vi interessa.

Ai partecipanti sarà donato il calendario 2015 del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus.

Percorrere la Sella del Diavolo attraverso ilsentiero naturalistico e archeologico è un’escursione attraverso la storia e lanatura di uno dei luoghi più suggestivi dellaSardegna e di tutto il Mediterraneo, ancora poco noto al grande pubblico.

I singoli, i gruppi e le comitive che volessero svolgere l’escursione guidata possono in ogni caso sempre contattarci all’indirizzo di posta elettronica grigsardegna5@gmail.com.

Un soldato sulla Sella del Diavolo.

Jorge Rodrigo Orejon y Sotomayor sulla Sella del Diavolo, presso il pozzetto

Jorge Rodrigo Orejon y Sotomayor sulla Sella del Diavolo, presso il pozzetto

Jorge Rodrigo Orejon y Sotomayor è stanco, sporco, insanguinato.     Si è appena tolto parte dell’armatura, dissetato e un po’ ripulito al pozzetto (pohuet, in catalano) della Sella del Diavolo, sul promontorio che si protende nel mare di Caller (Cagliari).

E’ pomeriggio inoltrato d’un giorno di primavera dell’anno del Signore 1613 e Jorge Rodrigo è l’alcalde della Torre di Sant’Elia.  Ha una quarantina d’anni, comanda una decina di soldati, veterani come lui delle guerre degli Asburgo in mezza Europa, e ha appena respinto con spingarde e spade affilate uno sbarco da due galeotte di due equipaggi di corsari barbareschi provenienti dalle coste Nordafricane, sotto il dominio formale della Sublime Porta turca, ma di fatto semi-indipendenti. Continua a leggere

La storia recente sulla Sella del Diavolo.

forte s. ignazio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un avvenimento particolarmente curioso si verificò nella Sardegna spagnola seicentesca: la febbrile ricerca delle spoglie dei martiri cristiani (1610-1630), quasi un’indagine archeologica ante litteram, trucidati durante le persecuzioni romane. Chi, fra l’arcivescovo di Cagliari e l’arcivescovo di Sassari avesse rinvenuto più spoglie di martiri (“cuerpos santos”) fra le terre della propria giurisdizione avrebbe potuto aspirare all’importante titolo di Primus Sardiniae et Corsicae. Nel 1621 si giunse, quindi, all’inventio delle reliquie di S. Elia sulla Sella del Diavolo (presso il piccolo complesso monastico), traslate a Cagliari l’anno successivo nella Cappella dei Martiri, al Duomo, in quanto la Chiesa di S.Elia (passata nel XVI secolo ai Carmelitani) non era più ritenuta sicura a causa delle scorrerie dei pirati barbareschi.  Insieme alle ossa, conservate in una cassetta lignea, venne rinvenuta un’iscrizione (della quale è rimasta una trascrizione) databile al X secolo.   Da allora risale la progressiva rovina del complesso monastico, ormai non più abitato permanentemente.   Nel 1717 l’area venne anche bombardata dalla flotta spagnola che assediava dal mare Cagliari, appena passata in mano agli austriaci in forza del trattato di Utrecht (1713) che pose fine alla guerra di successione spagnola (1701-1713).   Nel 1720 la Sardegna ed il suo regno passavano alla casata dei Savoia, che assunsero così anche il titolo di re di Sardegna.     La Sella del Diavolo e i colli di S. Elia divennero importante baluardo per la difesa di Cagliari dall’attacco della flotta rivoluzionaria francese nel 1793: venne realizzato (ma mai completato) il Forte di S. Elia (conosciuto come Forte di S. Ignazio) e munito di un piccolo parco di artiglierie.  Successivamente, a partire dal 1804, cessata la minaccia francese sull’Isola, divenne una succursale del Lazzaretto di S. Elia.    La Commissione mista Esercito – Marina, istituita nel 1919 con la precisa finalità di provvedere alla predisposizione di un sistema difensivo anti-nave e anti-aereo del porto e dell’aereoporto di Cagliari, rese, nel corso degli anni ’20 del secolo scorso, l’intera zona Sella del Diavolo – colli di S. Elia parte dell’ingente demanio militare cittadino.  Vennero realizzate batterie anti-nave e antiaeree, nonché posti di avvistamento sui colli di S. Elia, sulla Sella del Diavolo e nella zona di Cala Fighera (Batteria Prunas), sotto i comandi Di.Ca.T. (Difesa Contraerea Territoriale) e F.A.M.    A partire dagli anni    Durante la II guerra mondiale Cagliari, considerata un importante obiettivo militare per il suo porto ed il suo aeroporto, fu sottoposta a dure prove, soprattutto con i devastanti bombardamenti alleati della prima metà del 1943 con migliaia di vittime civili e militari.  Anche in questi difficili frangenti la Sella del Diavolo svolse il proprio ruolo di difesa della Città e della sua popolazione, con pochi mezzi, avversa fortuna, ma molta abnegazione.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

 

Il medioevo sulla Sella del Diavolo.

Sella del Diavolo, torreBuona parte delle preesistenti strutture di epoca punico-romana vennero riutilizzate in epoca medievale.  Certamente le cisterne ed i sistemi di raccolta idrica da parte dei monaci benedettini dell’Abbazia di S. Vittore di Marsiglia (monaci vittorini) che ebbero in donazione (1089) dal Giudice di Cagliari Costantino Salusio II il Priorato di S. Saturno con i beni e le relative otto chiese afferenti, fra le quali S. Elia de Monte o de Portu Salis.    Molto probabilmente già in epoca altomedievale era presente un edificio di culto dedicato al martire Elia (presumibilmente un eremita martirizzato durante le persecuzioni di Diocleziano nella seconda metà del III sec. d. C.).   Molto probabilmente si trattava di un edificio di culto pagano (il tempio di Astarte – Venere Ericina ?) riadattato alle nuove esigenze cultuali e consacrato. I monaci vittorini ressero comunque la chiesa ed un piccolo monastero dedicato a S. Elia.   Ma fra le strutture più caratterizzanti il paesaggio della Sella del Diavolo sono sicuramente le torri costiere, realizzate a più riprese a partire dal medioevo per la difesa dell’Isola dalle incursioni genericamente definite dei mori e dei barbareschi.   All’epoca del predominio pisano (XII sec.) può essere datata la Torre di S. Elia, eretta nei pressi della chiesetta omonima e databile in base ai documenti d’archivio e ad un’iscrizione marmorea che un tempo doveva essere murata nella parete esterna della sua base. Secondo l’epigrafe, il Comune di Pisa la realizzò nel 1282 sotto la direzione del capomastro Bartolomeo Provincialis.  La funzione non era solo quella difensiva, ma era anche faro per i naviganti, tant’è che successivamente venne chiamata anche Torre dei Segnali.      Più oltre, in direzione della Città, sorge la Torre del Prezzemolo, chiamata originariamente Torre di Cala Bernat o di Capo Bernat, edificata nel XVI sec.     Il nome originario di Lanterna e, poi, in epoca spagnola, di Torre del Pohuet (del Pozzetto, in catalano, forse per la vicinanza con la cisterna romana) individua, invece, una struttura ben solida realizzata forse anch’essa nel XIII sec., rimaneggiata nel ‘600, e che fungeva – grazie ad un grande braciere – anche da faro.  Da essa prende nome il litorale e la spiaggia del Poetto.    La terza torre del Capo S. Elia è proprio sul promontorio della Sella del Diavolo e risultava già in rovina nel 1720, in base alla relazione sullo stato del sistema difensivo sardo delle torri costiere redatto dall’ingegnere militare piemontese De Vincenti.  Ogni torre aveva guarnigione ed “armatura” in ragione della sua importanza. 

 

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

La Sella del Diavolo tra storia e natura.

 

 

 
 
 

 

La Sella del Diavolo rappresenta uno dei simboli più noti di Cagliari ed alla sua storia è indissolubilmente legata, con un indubbio interesse culturale: si rinvengono testimonianze archeologiche fin dal neolitico (Grotta di S. Elia, stazione all’aperto della Sella del Diavolo, Grotta dei Colombi), dall’epoca punica e romana (tempio di Ashtart – Venere Ericina, luogo della “prostituzione sacra”, cisterna punica, cisterna romana ed opere di raccolta idrica, cave, strada) e dal medioevo (monastero e chiesa benedettina di S. Elia, torre). Svettano tuttora, benchè danneggiate dal tempo e dagli avvenimenti bellici, le torri di S. Elia (realizzata dai Pisani nel 1282) e del Pohet (del “pozzetto”, del Poetto), in collegamento con le vicine torri dei Segnali (o della Lanterna) e del Prezzemolo ed il settecentesco Forte di S. Ignazio, baluardo contro l’invasione francese del 1793. Ancora durante la II guerra mondiale la Sella del Diavolo ospitò delle postazioni anti-aeree a difesa di Cagliari.  Non sono da meno la caratteristiche naturali, tanto da farla tutelare con numerose normative di tutela. Il promontorio è di calcare miocenico del quaternario di origine biogena, coste alte e rocciose con alcune calette e diverse grotte, clima con forte escursione termica e notevole salsedine. Presenti numerosi reperti fossili, molto interessante la vegetazione a macchia termoxerofila litoranea (olivastri, carrubi, ginepri, palme di S. Pietro, lentischi, pini d’Aleppo, lecci, euphorbia dendroides, timo, sparto, ecc.) con peculiari endemismi (narciso canalicolato, scrofularia a tre foglie, bellium crassifolium, iris planifolia). Particolarmente interessante la fauna: sono presenti e nidificanti il falco pellegrino ed il gheppio, la rondine, la volpòca, la pernice sarda, varie specie di còrvidi, di uccelli marini, la volpe, il coniglio selvatico, il colombaccio, la tortora, lo storno, vari passeriformi.      

Amici della Terra  e  Gruppo d’Intervento Giuridico