Sella del Diavolo, quando si scopre l’acqua calda e si dimenticano troppe cose.

Alcune volte si leggono delle prese di posizione tanto categoriche quanto disinformate o fuorvianti da lasciare interdetti. E’ il caso delle “proposte” avanzate da Stefano Gregorini dell’Urban center di Cagliari sul “parco urbano” della Sella del Diavolo pubblicate su L’Unione Sarda del 13 agosto 2011. 

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra fin dal 2003 hanno realizzato a proprie spese (su autorizzazione delle Amministrazioni Militari titolari dell’area) il sentiero naturalistico e archeologico della Sella del Diavolo, a Cagliari, uno dei gioielli naturalistici e storici della Sardegna e di tutto il Mediterraneo.  A partire dal 2005 le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico promuovono sul caratteristico sentiero dai pallini verdi escursioni guidate per cagliaritani e turisti di ogni età. Grazie alle informazioni fornite da Cristiana, Laura, Francesca, le nostre guide ecologiste, ormai più di 7.500 escursionisti in oltre 150 visite guidate hanno potuto così conoscere i valori storico-culturali, ambientali, paesaggistici di un tesoro di natura e storia a due passi da Cagliari.   A esso è dedicato lo specifico blog https://selladeldiavolo.wordpress.com/.

Ovviamente, come ricorda l’Urban center, non “può bastare”, ma dimostrò ai cagliaritani che era possibile visitare la Sella del Diavolo senza quelle pesanti opere pubbliche (una bella funivia) che l’Amministrazione comunale cagliaritana (sindaco Mariano Delogu) voleva realizzare, preludio di quella “valorizzazione turistica” forse tanto cara anche all’Urban center.    Stefano Gregorini – che pure illustra alcune proposte sul turismo a Cagliari generali e condivisibili – non ne parla, come evita accuratamente di citare le due Associazioni ecologiste. 

Sedum caeruleum

Sedum caeruleum

Poco male.  Si riscatta subito dopo citando quello splendido esempio di sperpero di soldi pubblici costituito dal progetto promosso dal Comune di Cagliari che ha visto – grazie alla legge regionale n. 37/1988, art. 19 – numerose attività (realizzazione di un libro, scritto da un docente di botanica e, soprattutto, da un dirigente comunale, costituzione di una cooperativa, corsi di formazione professionale, ecc.), fra cui spicca una sentieristica poco segnata dal curioso nome di “piste” (“pista” di che? Di go-kart?), finora sconosciuto nella sentieristica di tutta Italia, dove ci si accontenta di banalissimi “sentieri”, “percorsi” e termini analoghi.

Sella del Diavolo, improbabili "piste"

Ben 516 mila euro (1 miliardo di vecchie lire) per non fare nulla di veramente duraturo ed efficace per la salvaguardia della Sella del Diavolo.   Stefano Gregorini, dell’Urban center, se ne dimentica oppure non è mai stato sulla Sella del Diavolo.   Oppure ancora – ma ci auguriamo proprio di no – continua in quella imperterrita opera di fiancheggiamento delle varie iniziative della vecchia amministrazione comunale Floris per lanciare e sostenere la candidatura di Massimo Fantola a sindaco di Cagliari per la coalizione di centro-destra (e l’amorevole attenzione de L’Unione Sarda potrebbe far propendere per questa tesi).  Le elezioni comunali di Cagliari sono passate da un bel pezzo e Massimo Fantola ha perso.  Qualcuno lo ricordi.

Un’ultima cosa.  Per la Sella del Diavolo è prevista la realizzazione di una riserva naturale regionale ai sensi della legge regionale n. 31/1989.  Non un semplice “parco urbano”.   Ne prendano nota tutti, pure l’Urban center.

Gruppo d’Intervento Giuridico

Il Poetto dalla Sella del Diavolo

da L’Unione Sarda, 13 agosto 2011

Urban center, la proposta. Sella del Diavolo. Un parco sul promontorio. (Stefano Gregorini).

Millenni di storia e narrazioni mitologiche hanno accompagnato la Sella del Diavolo fino ai nostri giorni. Il monumento naturale simbolo della città è un tesoro che conserva testimonianze fin dal neolitico, luogo sacro e postazione strategica dove la natura più selvaggia ha uno sguardo sulla città e sul mare. Sulle tracce dei percorsi preesistenti due associazioni ambientaliste hanno realizzato, dal 2003, un sentiero naturalistico ed archeologico, attraversato in questi anni da migliaia di cittadini. Può bastare? Cagliari, sempre più affacciata sullo scenario turistico europeo e mediterraneo deve saper innanzitutto valorizzare il proprio patrimonio ed aumentare la propria attrattività. La Sella del Diavolo rappresenta, potenzialmente, la culla di una narrazione che accompagnerebbe i turisti alla scoperta della città e dei suoi gioielli ambientali.Poiana

Dal 2006, su iniziativa di Francesco Lecis, presidente dell’Associazione italiana naturalisti, è stato avviato un progetto per valorizzare il promontorio. Lo scopo è renderlo area di rilevante interesse naturalistico, dove si tenderebbe principalmente a conservare e ricostruire la condizione di naturalità, preservando gli equilibri ecologici esistenti. Un parco protetto all’interno della città che segua uno sviluppo ecosostenibile e che recuperi il patrimonio archeologico e floristico, oggi in stato di decadenza ed abbandono. La prima fase del progetto ha avviato, con 500 mila euro di finanziamenti, studi sulla flora e sulla fauna, la creazione di una cooperativa di giovani di Sant’Elia, una bonifica e la realizzazione di un libro e di un documentario.

L’area vanta inoltre la presenza di due siti di importanza comunitaria che fornirebbero le chiavi per finanziamenti europei. Il progetto prevede anche una fascia marina protetta che si estende per 500 metri tra Marina Piccola e il vecchio borgo di Sant’Elia. Per gestire questo nuovo parco urbano, in una prima fase di definizione delle linee guida, sarebbe sufficiente una struttura leggera per evitare la creazione dell’ennesima macchina burocratica.  L’area potrebbe essere collegata al Molentargius e al Poetto, creando nuove sinergie e rapporti virtuosi in una vasta fascia che garantirebbe al cittadino ed offrirebbe al turista la possibilità di vivere il mare, lo stagno e la montagna. Sarebbe inoltre un nuovo tassello per la riqualificazione del quartiere di Sant’Elia, oggi angolo della città dimenticato che aspetta da anni importanti interventi strutturali.

pannelo del sentiero "verde" della Sella del Diavolo

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