La storia recente sulla Sella del Diavolo.

forte s. ignazio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un avvenimento particolarmente curioso si verificò nella Sardegna spagnola seicentesca: la febbrile ricerca delle spoglie dei martiri cristiani (1610-1630), quasi un’indagine archeologica ante litteram, trucidati durante le persecuzioni romane. Chi, fra l’arcivescovo di Cagliari e l’arcivescovo di Sassari avesse rinvenuto più spoglie di martiri (“cuerpos santos”) fra le terre della propria giurisdizione avrebbe potuto aspirare all’importante titolo di Primus Sardiniae et Corsicae. Nel 1621 si giunse, quindi, all’inventio delle reliquie di S. Elia sulla Sella del Diavolo (presso il piccolo complesso monastico), traslate a Cagliari l’anno successivo nella Cappella dei Martiri, al Duomo, in quanto la Chiesa di S.Elia (passata nel XVI secolo ai Carmelitani) non era più ritenuta sicura a causa delle scorrerie dei pirati barbareschi.  Insieme alle ossa, conservate in una cassetta lignea, venne rinvenuta un’iscrizione (della quale è rimasta una trascrizione) databile al X secolo.   Da allora risale la progressiva rovina del complesso monastico, ormai non più abitato permanentemente.   Nel 1717 l’area venne anche bombardata dalla flotta spagnola che assediava dal mare Cagliari, appena passata in mano agli austriaci in forza del trattato di Utrecht (1713) che pose fine alla guerra di successione spagnola (1701-1713).   Nel 1720 la Sardegna ed il suo regno passavano alla casata dei Savoia, che assunsero così anche il titolo di re di Sardegna.     La Sella del Diavolo e i colli di S. Elia divennero importante baluardo per la difesa di Cagliari dall’attacco della flotta rivoluzionaria francese nel 1793: venne realizzato (ma mai completato) il Forte di S. Elia (conosciuto come Forte di S. Ignazio) e munito di un piccolo parco di artiglierie.  Successivamente, a partire dal 1804, cessata la minaccia francese sull’Isola, divenne una succursale del Lazzaretto di S. Elia.    La Commissione mista Esercito – Marina, istituita nel 1919 con la precisa finalità di provvedere alla predisposizione di un sistema difensivo anti-nave e anti-aereo del porto e dell’aereoporto di Cagliari, rese, nel corso degli anni ’20 del secolo scorso, l’intera zona Sella del Diavolo – colli di S. Elia parte dell’ingente demanio militare cittadino.  Vennero realizzate batterie anti-nave e antiaeree, nonché posti di avvistamento sui colli di S. Elia, sulla Sella del Diavolo e nella zona di Cala Fighera (Batteria Prunas), sotto i comandi Di.Ca.T. (Difesa Contraerea Territoriale) e F.A.M.    A partire dagli anni    Durante la II guerra mondiale Cagliari, considerata un importante obiettivo militare per il suo porto ed il suo aeroporto, fu sottoposta a dure prove, soprattutto con i devastanti bombardamenti alleati della prima metà del 1943 con migliaia di vittime civili e militari.  Anche in questi difficili frangenti la Sella del Diavolo svolse il proprio ruolo di difesa della Città e della sua popolazione, con pochi mezzi, avversa fortuna, ma molta abnegazione.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

 

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